“La vita può essere capita solo guardando indietro ma deve essere vissuta guardando avanti…” S. Kierkegaard

E poi un giorno abbiamo capito che in parte è proprio così, nessuno si salva da solo. A pensarci bene, nemmeno Ulisse è stato mai solo, aveva i suoi compagni di viaggio, aveva Itaca nella testa, aveva un progetto a cui pensare e dei grandi amori da cui tornare, e noi abituate da sempre ad avere progetti, ad organizzare la vita, intrecciando fili come un’antica arte, ci siamo ritrovate tra le mani il bene più prezioso da condividere: l’amicizia vissuta come valore, come un incredibile patrimonio, fatto di empatia, di rispetto, di belle relazioni, intense passioni, visionarie prospettive e idee comuni da coltivare e sviluppare assieme.

Siamo partite dal desiderio comune di far diventare materia le nostre idee volte al benessere collettivo, coltivando da sempre l’idea di incontro, di rispetto, di auto e mutuo aiuto ci siamo messe in discussione e abbiamo dato spazio a questa sensibile pulsione vitale. Siamo fermamente convinte che tutto questo abbia a che vedere con l’arte di creare, i nostri pensieri stessi sono arte, la nostra spinta vitale è arte; ci siamo date l’opportunità di credere in noi e nella potenza delle nostre idee, consapevoli però che è impossibile raggiungerle se non assieme e ci siamo quindi trovate e ri-trovate in questo spazio profondo del relazionale, l’antica arte delle relazioni ci appartiene per tradizione familiare.

Il desiderio di accudimento è insito nei nostri quotidiani legami, la prospettiva femminile che ci contraddistingue ha compiuto il cerchio, ci siamo intrecciate, fuse, infuse, in quel mondo dove l’identità diventa simbolo dell’umano, riuscendo a creare un luogo di parità tra i generi, dove la funzione materna deve essere vissuta e percepita con emancipazione, come una modalità di essere, come un modo di fare al di là dell’atto generativo, attribuendola e definendola come funzione evolutiva innata, percepita e vissuta da più soggetti e su più livelli al di là del genere, proprio perché l’accudimento, la protezione, le emozioni, le capacità di rispecchiamento, la sincronia affettiva, sono competenze, doveri, modalità, disponibilità e responsabilità, che riguardano tutta la collettività senza implicazioni di genere, perché crediamo che tale disposizione non abbia sesso ma riguardi ognuno di noi.

Crediamo fermamente che si può essere madri di un’idea, di un progetto, di un pensiero, e nel nostro caso, siamo madri della nostra stessa associazione.

Ogni individuo crea delle rappresentazioni immaginarie che lo riguardano e questo non è mai casuale, tale produzione si stabilisce proprio con le figure fondamentali della sua vita, con i suoi “altri”. La nostra proposta vuole essere ambiziosa, vogliamo davvero fare la rivoluzione, pensiamo che le strade diffuse che andremo a percorrere possono dare voce alla sensibilizzazione e divulgazione scientifica delle neuroscienze, veicolando contenuti competenti, possono contribuire alla vita della comunità educante territoriale, della quale ci sentiamo e siamo parte; crediamo fermamente nella possibilità del cambiamento attivo, non a caso abbiamo cercato di capire con precisione cosa potevamo fare di buono, per aggiungere alla collettività un luogo delle possibilità e attraverso le nostre competenze abbiamo considerato cinque macro aeree di intervento associativo, su cui la nostra pluralità di vedute opera.

Le nostre strade si sono incontrate in armonia e complessità, annettendo ad esse la priorità del benessere della salute, promuovendo e sostenendo la crescita personale, immerse nell’ambiente in cui viviamo ne rispettiamo ambiente ed ecologia, la natura e la biodiversità, assieme progettiamo percorsi scientifici di ricerca e lavoro, con un interesse puntuale alla cura e all’accudimento delle persone, porgendo attenzione alla maternità e genitorialità, con un occhio attento al prezioso patrimonio dell’arte e della cultura: questi cinque punti sono l’essenza e il focus progettuale della nostra vita associativa.

Che dire, ci siamo davvero rimboccate le maniche e ci siamo date da fare, credendo che ognuno nella vita porti Sé e se lo agisce con autenticità e disinteresse può davvero esprimere e sostanziare la differenza, abbiamo capito che le nostre potenzialità messe al servizio della collettività potevano aggiungere un valore di sostanza, così attraverso le nostre competenze ci siamo rese disponibili all’ascolto dell’altro, alle necessità che la nostra collettività richiede e abbiamo creato un luogo associativo dove ogni socio può sentirsi parte della storia, nessuno escluso.

Crediamo fermamente nella possibilità del cambiamento attivo, ognuno nella sua parte può aggiungere alle relazioni valori importanti che nella loro totalità saranno molto di più della somma delle singole parti: l’associazione è il luogo di incontro tra l’immaginario il simbolico e il reale dove, come in punto coincidente, ci si ritrova coltivando interessi di reciprocità di integrazione e di conoscenza, diventando così il luogo del pensare liberamente, dell’espressione indipendente e della co-costruzione compartecipata.

In questa storia ci siamo tutti, persone tra persone. Se il Noi ti appartiene ben arrivato a casa…

dott.ssa Scilla Esposito